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Posts Tagged ‘amicizia’

Qualche tempo fa, durante due passi sul lungomare, approfitto di quel po’ di sole che questo inverno infame ha voluto brevemente concedermi.

Una bancarella  di orecchini indiani e una donna di spalle che ascolta musica etnica…possibile, è lei?

Certo, è assolutamente riconoscibile, nonostante siano passati più di trent’anni dall’ultima volta che l’ho vista.

Un’amica dei miei tredici anni: figlia di amici dei miei genitori con la quale mi ero trovata così in sintonia da fare nascere un legame adolescenziale al di là degli “obblighi parentali”.

Le tocco la spalla “sei tu, vero?”

Si volta e mi riconosce al volo, ci abbracciamo  d’istinto  “Ma dai, non ci credo, quanto tempo…”

E si riaffacciano i ricordi legati a noi. Alla nostra amicizia di ragazzine, alle serate passate a parlare della vita, ai nostri dubbi di donne che stavano crescendo e si chiedevano senza nemmeno saperlo a cosa si andava incontro, quale sarebbe stato il proprio percorso in questo mondo.

Altri ricordi ci uniscono, legati ad una persona che abbiamo molto amato e che non c’è più. Della quale abbiamo condiviso l’affetto che poteva dare, alla sua maniera. Io come grande amica dell’infanzia, rivale in questo a mio fratello, lei come primo amore, finito, forse, senza volerlo.

Ancora uno scambio di battute quindi ci salutiamo, senza nemmeno scambiarci un celllulare.

Perchè siamo due sconosciute. Perchè ci dividono trent’anni di vita. Perchè non ha senso. L’una non ha mai cercato l’altra in tutto questo tempo.

Ma questo non toglie nulla al piacere provato nell’incontrarla.

La penso e la penserò sempre come la ragazza così matura per la sua età, così saggia e ragionevole, tanto diversa da quell’impulsiva e irrazionale che io ero e che sono rimasta. Spesso le amicizie si fondano sulle differenze.

Un goccio di rammarico per esserci perse senza un motivo.  Ma questa è la vita: le strade che si percorrono sono un intricato cammino attraversato da  persone e occasioni che si prendono e si lasciano.

Il  bagaglio di un’esistenza.




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Ho dovuto andarci.

Mi sono sobbarcata un viaggio discretamente lungo, soprattutto se fatto in una giornata, ma sono dovuta partire.

Dovevo salutare Graglia almeno per un giorno, farle sapere che non è dimenticata, che rimane mio “mondo perfetto”.

E’ il mondo dei miei bisnonni: dell’orto con i pomodori di nonno Alfonso e delle sue partite a bocce con gli altri vecchi del paese; dello scialle all’uncinetto sulle spalle della nonna Teresina, delle sue narici scurite dal tabacco che fiutava servendosi da una scatolina di legno e argento…

E’ sicuramente il mondo di Nonna Luisa. La mia nonna con la “N” maiuscola: una dedizione per noi nipoti mai scontata, piena di spunti e di stimoli.

Potrei scrivere pagine e pagine su di lei…un ricordo tra tanti: la sua mano ormai nodosa che scorre sulla pagina del libro che mi sta leggendo come ad accarezzarlo, e la sua voce, sicura ed allo stesso tempo dolce e cadenzata, che mi incanta quasi più della favola che mi sta raccontando.

E’ le oceaniche riunioni di famiglia: i pranzi consumati nel grande prato del giardino, con parenti che forse vedevo per la prima volta e chissà se avrei mai più rivisto in un clima di festa così intenso che si sarebbe potuto toccare.

Ma questo magico mondo non è solo persone: è posti, suoni, luci ed odori; è il ronzio insistente di una mosca, amplificato dal silenzio del giardino, è l’ombra del grande noce, riparo per gli afosi pomeriggi di agosto, è l’odore della terra dopo un acquazzone, è  la lavanda e l’erba Luisa, profumi che mi porteranno per sempre là.

E’ le prime compagnie dell’adolescenza, con la libertà maggiore che permetteva il paese rispetto alla città.

E’ i primi baci, dati più per vedere com’è che per piacere…

E’ un’ amicizia, nata in quel periodo, che rimane viva tutt’ora. Non ci vediamo quasi mai con Monica, riusciamo ad incrociarci ogni qualche anno: città e mondi diversi, ognuna con una vita che l’altra non conosce quasi. Eppure, quando riusciamo ad incontrarci passiamo ore a fare il riassunto delle puntate precedenti: i nostri dolori, i nostri amori, le nostre speranze, riusciamo a raccontarci tutto come se il tempo che ci ha separate non esistesse.

E soprattutto torniamo un po’ ragazzine: sensazione magnifica!

Probabilmente ho descritto una minima parte di quello che questo mondo rappresenta per me: non basterebbe un libro. Il buffo è che se qualcuno dovesse  guardare bene, senza gli occhi del cuore, non vedrebbe che una vecchia casa,IMGP39ffg14gg

in un paese intorpidito dal caldo estivo, con l’unico sfogo che una panchina in un giardino…

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Come fanno certe persone ad essere nel posto giusto al momento giusto, a dire la cosa giusta nella giusta circostanza, a fare proprio quello che tu ti aspetti, e soprattutto ad esserci sempre, dico, proprio sempre?

Non lo so, ma se si incontrano persone di questa razza è davvero una fortuna.

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Non ne ho incontrate molte , ma quando è successo hanno reso la mia vita migliore.

Una in particolare: sembra incredibile, ma siamo sintonizzate proprio sulla stessa frequenza, seguiamo le stesse linee emotive, parliamo lo stesso linguaggio.

Beh, io non so come questo sia possibile, ma ringrazio ogni giorno il cielo che ha fatto incrociare le nostre strade, così diverse che non si sarebbero dovute incontrare mai.

Sono cose che tra noi abbiamo detto e stradetto: non abbiamo nessun pudore a dimostrare il bene che ci vogliamo, ma oggi è il suo compleanno e volevo dirglielo in una maniera un po’ diversa…

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Parole sante…

Non c’è deserto peggiore che una vita senza amici:

L’amicizia moltiplica i beni e ripartisce i mali.

Gracián

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