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Posts Tagged ‘BALLO LISCIO’

Domenica pomeriggio discretamente  uggiosa: mhhh…che ne dici, facciamo  un salto da Gaggero a prendere qualche ciclamino per ridare un minimo di colore al balcone?  Aggiudicato!

A commissione fatta è ancora presto. Si potrebbe allungare fino a San Colombano che c’è la castagnata e si balla: due salti per riscaldarci un po’?

Ok, allunghiamo!

Troviamo posteggio abbastanza facilmene e dalla strada vediamo la marea di persone in coda per le castagne: ci faremo qualche mazurkina e poi ci metteremo pazientemente in fila. Arriviamo allo spazio protetto da un tendone dove si balla.

Io con piglio deciso passo tra la gente e aspetto il consorte, che vedo tentennare dietro di me. E’ stato bloccato da un signore: un amico di vecchia data?

Macché! E’ il “buttadentro” che ci chiede di pagare per entrare…

COSA???

Quando mai ad una sagra è richiesto il biglietto d’ingresso?

Ma se pensiamo di stare una mezz’oretta!

Per di più per ballare dovremmo  fare lo slalom tra i tavolini che occupano disordinatamente buona parte della pista!

E chi siamo, Ginger e Fred?

NON esiste proprio: San Colombano, addio!

E iniziamo a vagare alla ricerca di un’altra castagnata che non troviamo.

Nel nostro peregrinare arriviamo fino a Castiglione Chiavarese per scoprire che è un paesino incantevole

fin su a Velva dove ci aspetta un romantico tramonto con tanto di mare in lontananza…

E le castagne?

Ce le siamo raccolte da noi!!

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Ieri sera abbiamo scoperto un nuovo locale da ballo: esclusivamente estivo, in quanto completamente all’aperto.

Veramente di nome lo conoscevamo già: il “tiro al piccione”. Tutti lo chiamano così perchè fino agli anni 70 era un vero e proprio stadio dove veniva praticata questa disciplina, ora vietata; ma il nome è rimasto, anche se lo si sarebbe rimpiazzato con l’altisonante “PalaQuinto”, trovandosi proprio sotto l’oratorio di Sant’Erasmo nella zona di Quinto.

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Soddisfatti.

Pista ampia, tavoli disposti su di un prato a picco sul mare.

Abbiamo saputo che la serata è stata organizzata all’ultimo momento:  l’apertura della stagione è stata infatti anticipata a ieri in seguito  all’esplosione di caldo estivo di questi giorni.

La data di ieri non risulta infatti nel pieghevole che distribuivano alla cassa.

tiro al piccione

Da giugno sono presenti in calendario attività molteplici:

il martedì cabaret ed il mercoledì teatro dialettale. Giovedì venerdì e sabato serate danzanti e nelle giornate di martedì,  giovedì , venerdì e domenica tornei di burraco.

Da non sottovalutare un bel posteggio antistante.

Cosse voei de ciù….

Tiro al Piccione (Palaquinto) tel.010322787


vedi anche

Liscio al Palaquinto e spiagge libere del levante genovese

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Il Quickstep si è evoluto nel 1920 da una combinazione di Foxtrot, Charleston e altri balli dell’epoca.

E’ elegante come il Foxtrot : I ballerini scivolano leggeri sui piedi.

Si alternano combinazioni di  passi veloci e passi lenti (“quick” e “slow”) ed è per questo molto spettacolare.

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Siamo sempre alla ricerca di posti dove andare a ballare un po’ di liscio in zona; ci piace diversificare un po’ e spesso sperimentiamo posti nuovi.

Ecco un breve elenco delle “mejo balere” che conosco nell’hinterland genovese.

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Per anni abbiamo frequentato sia il Vogue di Molassana che il Virgola di Sestri Levante: due locali decisamente differenti.

Il Vogue ha una certa qual pretesa “chic”: è una bella sala, sicuramente comoda per chi abita in centro.

Il Virgola di Sestri levante ha subito recenti cambiamenti: ha perso quell’aria “delabré” di sagra anni ’50 che gli conferiva un fascino tutto particolare…

A Sestri Levante da segnalare anche il Mep, provato una domenica pomeriggio: buona musica, prezzi poco popolari.

Il locale “Mondo liscio” sotto una pizzeria di Corso  Italia è un altro ritrovo da tenere in considerazione. A volte un po’ troppo affollato.

Per la domenica pomeriggio sappiamo che si balla anche al Paradise di  Ruta: piccolo ma intimo e senza mai tanta confusione. Le notizie che ho risalgono però ad almeno due anni fa perchè è parecchio che non ci andiamo.

Il venerdì sera per noi è quasi tappa fissa il “circolo la Perla” di Sori proprio sopra la società operaia. Ambiente quasi familiare e gruppi musicali decisamente migliorati negli ultimissimi anni.

In estate apre il “Palaquinto” proprio dietro la chiesa e a picco sul mare. Davvero interessante ma essendo all’aperto è limitato alla bella stagione.

Una piacevole novità: abbiamo da poco scoperto il “Club 47” a Piccarello, vicino a Sant’Olcese: una pista grande e un locale ben frequentato: sono gli elementi per me principali nel dare un giudizio.

Spesso si balla nelle società operaie. A san Desiderio alle “Nasche” si trovano buone orchestre ed una sala discretamente spaziosa, ricavata mi hanno detto, nei locali del vecchio cinema del paese…

Ha riaperto lo storico “Blue Moon” a Marassi: ci siamo stati una uggiosa domenica pomeriggio: buon locale, ma in quel frangente l’età media era davvero alta..

Degli altri in zona o non so, o preferisco non parlare…

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Mazurka

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“Mazurka” è un termine di origine polacca, anche se non è chiara l’etimologia, potrebbe derivare da Masovia o Masuria, nomi di due regioni polacche, da Mazurek, villaggio nei pressi di Varsavia, o da Mazur, il contadino polacco.

Nata in Polonia come danza popolare (alcune fonti ne farebbero risalire l’origine al XVI secolo), si è diffusa nei ceti medi in Europa dal 1700; la sua ulteriore diffusione dall’800 è stata favorita dalla riscrittura “colta” (Chopin, Tchaikovsky, Borodin, Debussy, Ravel…) .

Anche questa è una Mazurka

In Italia la Mazurka cominciò a diffondersi nella seconda metà dell’800, in particolare nelle regioni settentrionali diventando il ballo della gente, di tutte le feste e le occasioni allegre.

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E’ una delle danze più affascinanti che esistano.

“E’ un pensiero triste che si balla” caratterizzato da grande sensualità e passione.

In origine era l’uomo che con il solo linguaggio corporeo chiedeva alla ballerina di ‘seguirlo’.

In seguito sono state create delle sequenze che lo hanno reso più ‘praticabile’.

E’ molto difficile, soprattutto se lo si vuole ballare con una certa eleganza.

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Domenica pomeriggio: tempo incerto, orientato al piovoso.

La tentazione sarebbe quella di rimanere a casa, ma prevale la curiosità.

E’ un po’ di tempo che lo diciamo: la prima giornata in cui non ci sia di meglio da fare, proviamo ad andare fino ad Ovada, a vedere com’è questa sala da ballo…

Così, armi, bagagli, (si fa per dire) e scarpette, prendiamo l’autostrada direzione Piemonte.

In un’ora circa siamo a destinazione. Forse saremmo arrivati quei 5 minuti prima, ma come spesso accade il “fido” navigatore ci ha portato a perdere…

Comunque, chiedendo qualche informazione lungo la strada, finalmente arriviamo a destinazione: eccoci al

Dancing Le Terrazze!

E’ un signor locale, spazioso, moderno, con due piste da ballo. L’atmosfera è di un  certo tipo: chi frequenta questi ritrovi ha in comune l’amore per il ballo, a qualsiasi livello sia.

Si trovano maestri che vanno ad allenarsi sui nuovi passi, coppie esperte che provano la sequenza per la prossima gara, neofiti che fanno ancora il giro di valzer contando: un due trè, un due trè…davvero molto pittoresco.

Quindi da aggiungere alle sale da ballo approvate dall’associazione ‘ballerini in erba’…

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