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Posts Tagged ‘gite liguria’

Noi ci proviamo a essere “Amici di Monte Reale” ma iniziamo a chiederci quanto Monte Reale voglia essere amico nostro…

Dopo la prima esperienza del luglio di due anni fa, quando abbiamo affrontato la salita da Minceto nella giornata più calda degli ultimi vent’anni (vedi post...) pensavamo di esserci meritati una seconda chance e condizioni generali decisamente migliori.

Invece…

Già la classica polentata organizzata al rifugio la terza settimana di settembre è stata spostata di una domenica “causa nubifragio” !

Forse gli dèi volevano avvertirci: – Oh comuni mortali, Monte Reale non fa per voi!-

Ma noi niente! Sordi a qualsiasi nefasto preavviso abbiamo deciso comunque di intraprendere la gita.

Dovevamo decidere solo quale tragitto scegliere.

Nel sito dedicato sembra esserci un’ampia scelta di percorsi: ATTENZIONE! NON C’E’ DA FIDARSI!!

Beh, sì, noi l’abbiamo fatto e guardate cosa ci è successo!

Era indicato un percorso ad anello (qualcuno mi ha fatto notare che dopo i “cinquanta” gli unici anelli che dovrei considerare sono quelli di brillanti… 😉) che sembrava interessante: da località “Cascine” invece di tirare su per la strada diretta, si raggiungeva Curlo, aggirando il monte e poi si iniziava a salire. Cito testualmenteIl sentiero è poco curato – mal segnato ma ben visibile – mai pericoloso”  Si poteva provare…abbiamo scaricato la traccia GPS per maggior sicurezza e siamo partiti di buona lena.

Eravamo all’attacco della gita alle 10: – verso la mezza ci aspetta un bel piatto di polenta, ma arriveremo con un sacco di anticipo!- mai parole furono più avventate…

La partenza da Cascine era perfettamente segnalata…

finché siamo arrivati alla cappelletta.

Il Gps a questo punto ci ha fatto abbandonare il sentiero principale indirizzandoci nel folto del bosco…e lì il gioco ha iniziato a farsi duro!

Inizialmente il sentiero, come da descrizione era “poco curato – mal segnato ma ben visibile”, ma man mano che si avanzava perdeva anche quel poco di caratteristiche che lo rendevano praticabile.

Ma noi, Rambo post-moderni, ci potevamo arrendere? Non fia mai!

Forse un machete non sarebbe stato male, ma il kit del perfetto escursionista domenica non lo prevedeva…

qui il gioco era: trova il sentiero…!

Quindi impavidi abbiamo affrontato tratti dissestati, coltivazioni  di rovi e gimcane di rami abbattuti su quello che il gps diceva essere il sentiero.

qui invece era: salta il tronco!

Effettivamente lo era perchè alla prima tappa, la frazione di Curlo, ci siamo in qualche modo arrivati.

Rinfrancati da questa rivelazione abbiamo proseguito ostinatamente.

Beh, il sentiero in realtà sembrava migliorare…peccato che proprio in mezzo al bosco siamo incappati in una battuta di caccia al cinghiale!

Con cartelli che davano indicazioni diverse sul medesimo cammino: ma ‘sta caspita di caccia inizia a settembre o ad ottobre?

e qui il gioco più divertente: non farti impallinare!!

Ai cinghiali l’ardua sentenza….

Ci siamo comunque attrezzati: abbiamo avvolto gli zaini con le sgargianti magliette tecniche della Decathlon, confidando nel fatto che chi di dovere prima di sparare valutasse la scarsa possibilità che un cinghiale potesse adottare un simile travestimento…

Grazie all’ormai indispensabile Gps abbiamo “intuito” quando abbandonare il sentiero e tirare su per il bosco.

ancora un gioco:  non ti far scappare la polenta !

la pendenza era davvero notevole, il fondo franoso e sconnesso: la fame iniziava ad aggiungersi alla stanchezza. Benchè sapessimo che la meta era vicina abbiamo fatto una telefonata (il cellulare prendeva!!!) al rifugio per assicurarci che la polenta prenotata non fosse assegnata a qualcun’altro causa  “assenza ingiustificata” da parte nostra: ci mancava rimanere a bocca asciutta!!

Finalmente dopo tre-dico-tre ore dalla partenza abbiamo guadagnato la cima: manco fosse stato l’Everest!

Arrivati in vetta e cambiate le proverbiali “sette camicie” che ci eravamo sudati abbiamo finalmente trovato una tavola, tanta polenta e buona compagnia.

prima della pioggia...

Il cibo era eccelso ed abbondante, complimenti ai nostri amici cuochi!

Tempo di mangiare e manco l’avessimo chiamata è arrivata un po’ di pioggia che ci ha fatto anticipare leggermente il momento della discesa. Così, come ciliegina sulla torta, uno scivolone sulle rocce rese sdrucciolevoli dal poco d’acqua che era venuta mi ha procurato una ferita “quasi” insanabile!!!

l’ultimo gioco l’ho perso. Era: tornate a casa incolumi!!!

Ranghesando ranghesando abbiamo riguadagnato la civiltà e raggiunto la prima farmacia di turno per disinfettanti e medicazioni.

Noi saremo strani ma alla fine ci siamo divertiti: di sicuro è stato un trekking che ricorderemo, ma insomma, è lecito o no chiederci se Monte  Reale vuole essere nostro amico?

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Stavolta ci è andata meglio: perchè la prima volta che abbiamo fatto questa gita, dopo una romantica andata tra le nebbie e le brume autunnali, sulla via del ritorno si erano aperte le cataratte, ed eravamo arrivati alla fine bagnati come pulcini!

Ieri invece il tempo ha avuto pietà di noi e siamo riusciti a goderci in pieno la giornata, anche se abbiamo raggiunto  Barbagelata non senza difficoltà, grazie al “sapientissimo” navigatore della mia metà, ormai conosciuto ai più per la sua predilezione per sterrati, pietraie  e baratri…ma alla fine siamo arrivati!

In questi giorni  i colori della primavera sono splendenti e ce ne siamo riempiti gli occhi…

la splendida faggeta

fioriture di erica
la cappelletta in cima alla vetta

Il percorso non è affatto impegnativo, ed all’arrivo ci aspetta una vista incantevole…

panorama dell’entroterra

Tutta la natura si risveglia, anche se questo cinghialetto fa fatica ad uscire dal letargo (ma i cinghiali vanno in letargo…??)

Foto finale di gruppo…

gruppo “Giovane Italia” 

E ritorno, chi per una strada, chi per un ‘altra…chissà: forse qualcuno ha trovato un “navigatore” ancora più alternativo del nostro? 😉

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…e noi, come lumachine siamo usciti dalle nostre casine per goderci la giornata in uno dei posti più belli d’Italia.

E’ il Monte di Portofino, il promontorio che protegge nelle proprie insenature gioielli come San  Rocco di Camogli, San Fruttuoso e la mitica Portofino.

I sentieri che si snodano all’interno dell’area protetta sono numerosi e offrono  impareggiabili scorci.

Giornata piacevole in piacevole compagnia (coda del rientro a parte!!)

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