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Posts Tagged ‘liscio’


Gn come Gnam!

Slurp come che mangiata!

Paesaggi autunnali, temperatura semi primaverile (ma sto tempo la smette di dare i numeri?) cibo succulento.

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E per digerire abbiamo fatto come gli antichi: buona musica direttamente dallo stereo della macchina e un po’ di liscio improvvisato.

un giro di mazurka...

un giro di mazurka...

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un po' di ripasso di balli di gruppo...

un po' di ripasso di balli di gruppo...


Tutto questo ci ha fatto un po’ dimenticare che oggi  il buio sarebbe arrivato prima…


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Oggi si va a Megli, subito sopra Recco, alla sagra delle focaccette!

Doveva concludersi domenica scorsa, ma visto il tempo inclemente del weekend passato, è stata prorogata ad oggi.

Si parte con lo scooter, perchè in queste prime giornate di bel tempo diventa improponibile l’uso dell’auto per raggiungere la riviera: noi che abbiamo la possibilità di scegliere, preferiamo utilizzare il sempre meno comodo (man mano che l’età avanza…) motorino piuttosto che finire la giornata imprecando in coda.

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Verso Polanesi e poi ancora su, fino a vedere spuntare  tra gli ulivi e il glicine la chiesetta e a sentire la musica dell’orchestra di liscio.

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Prima di salire verso la festa una foto a Recco che oggi sembra dipinta…

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Poi la breve salita passando per la chiesa di Nostra Signora delle Grazie.

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Un po’ di coda per le focaccette: ma ne vale la pena. Le avete mai assaggiate? Sono dei sofficissimi “tortelloni” fritti traboccanti di formaggio…non si possono descrivere oltre, bisogna provarle!

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E poi per smaltire cosa c’è di meglio di un po’ di liscio?

tra i ballerini abbiamo riconosciuto il campione mondiale di bocce outdoor...

tra i ballerini abbiamo riconosciuto il campione mondiale di bocce outdoor...

Per chi ama poter ballare decentemente ad una sagra,  Megli è tra posti migliori che mi sia capitato di frequentare.

Il campetto del paese diventa una pista più che discreta e non ci si sgomita come spesso accade per lo spazio limitato…promossa!!!

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E’ una delle danze più affascinanti che esistano.

“E’ un pensiero triste che si balla” caratterizzato da grande sensualità e passione.

In origine era l’uomo che con il solo linguaggio corporeo chiedeva alla ballerina di ‘seguirlo’.

In seguito sono state create delle sequenze che lo hanno reso più ‘praticabile’.

E’ molto difficile, soprattutto se lo si vuole ballare con una certa eleganza.

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Domenica pomeriggio: tempo incerto, orientato al piovoso.

La tentazione sarebbe quella di rimanere a casa, ma prevale la curiosità.

E’ un po’ di tempo che lo diciamo: la prima giornata in cui non ci sia di meglio da fare, proviamo ad andare fino ad Ovada, a vedere com’è questa sala da ballo…

Così, armi, bagagli, (si fa per dire) e scarpette, prendiamo l’autostrada direzione Piemonte.

In un’ora circa siamo a destinazione. Forse saremmo arrivati quei 5 minuti prima, ma come spesso accade il “fido” navigatore ci ha portato a perdere…

Comunque, chiedendo qualche informazione lungo la strada, finalmente arriviamo a destinazione: eccoci al

Dancing Le Terrazze!

E’ un signor locale, spazioso, moderno, con due piste da ballo. L’atmosfera è di un  certo tipo: chi frequenta questi ritrovi ha in comune l’amore per il ballo, a qualsiasi livello sia.

Si trovano maestri che vanno ad allenarsi sui nuovi passi, coppie esperte che provano la sequenza per la prossima gara, neofiti che fanno ancora il giro di valzer contando: un due trè, un due trè…davvero molto pittoresco.

Quindi da aggiungere alle sale da ballo approvate dall’associazione ‘ballerini in erba’…

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Polka

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ballo dal ritmo orecchiabile e facile da seguire anche per i principianti. La polka, dal punto di vista musicale, prende le mosse dai ritmi di accompagnamento di alcune danze folcloristiche molto diffuse in Boemia agli inizi del 1800. Come ballo è una raffinata evoluzione di quelle stesse danze.
Il termine “polka” ha origine ceca e sul suo significato ci sono due ipotesi: una prima che lo traduce con l’aggettivo “polacca” e una seconda che lo fa derivare da “pulk o pulka”, che significa “metà” e si riferisce probabilmente al mezzo passo che la caratterizza.

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Devo dire che non era uno dei quesiti esistenziali della mia vita, ma ho scoperto che il suo nome deriva dal modo in cui i ballerini strisciano i piedi, scivolando per terra.

da lì, Ballo liscio!

Qui  a Genova non è che ci sia quella gran tradizione di ballo liscio, anche se è stato “recuperato” in questi ultimi anni.

Nella bella stagione non c’è problema, ogni sagra che si rispetti  propone la sua serata di liscio, ma con la fine dell’estate, la questione si complica: i locali non abbondano e spesso bisogna andare fuori città per trovare una sala da ballo che meriti.

Già, perchè c’è locale e locale:

dall’angusto circolo dove la sala è poco più grande del proprio tinello, al dancing nel quale sono i clienti che lasciano a desiderare: “lumaconi” dallo sguardo assassino appoggiati alle pareti (avrebbero anche la sigara penzolante dal labbro, ma non si può più, mannaggia, l’hanno vietata!) in attesa  di eventuali “prede” , squadrano le signore con sguardo lubrìco, tanto che diventa imbarazzante persino raggiungere il bagno se non si  è accompagnate dal  ” legittimo”.

Scene da anni ’50?

Un po’!!

C’è sicuramente un lato divertente in questi “universi paralleli”, ma se l’obiettivo è ballare, ci vuole il locale giusto e, in questi anni, ci si è fatti una discreta esperienza, anche a prezzo di passare qualche serata nel locale “sbagliato”.

Ma come si dice: chi non risica…

vedi anche

“ballando ballando”

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Quarto anno di scuola di ballo…mai avrei pensato  di appassionarmi così ad una attività così “antica”. Mi si accapponava la pelle quando ascoltavo la musica (per non parlare delle parole..) delle orchestrine che nelle sagre di paese animavano la festa; poi… non so: ci è sembrata una buona idea provare a cimentarci in questa esperienza, tanto per non fare in eterno “quelli che guardano”.

E adesso abbiamo saltato il fosso. Siamo noi ora oggetto di occhiate, e chissà, sicuramente di commenti ironici da parte di chi guarda…certo siamo tutti un po’ buffi: con il boom che hanno avuto le scuole di liscio in questi ultimi tempi, sembriamo tutti soldatini; tutti gli stessi passi ripetuti, simili variazioni, chi un po’ meglio  chi un po’ peggio…

E di solito, scoppiano discussioni:

-Ma accidenti, l’abbiamo fatto la lezione scorsa, possibile che dimentichi tutto?-

-e ma che cavolo! Io ci vengo per divertirmi, se è per farmi del sangue marcio, lasciamo perdere!-

E, giuro, sono arrivata a vedere una mia  compagna di corso rifilare un calcione ben dato agli stinchi  del marito che non aveva  ricordato  l’ultima sequenza!

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