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Posts Tagged ‘tempo’

In dieci giorni di montagna

abbiamo trovato:

.

il sole

le nuvole

la nebbia


e perfino la neve

.

…animali di tutte le specie

cani giocherelloni...

mucche da alpeggio...

ranocchie bonsai...

yak pelosi...

cavallette saltatrici...

cavallette tuffatrici...

pecorelle smarrite...

languidi vitellini...


…e tanta varia umanità

.

Claretta, trapezzista imperfetta…

pistaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!

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Tommaso Tom Tom il “navigatore”

ma dove cavolo sono…non mi trovo sulla mappa!!

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Fra Clemente il “benedicente”

dalle la forza di sopportar…Mi!!!!

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Salvatore, degli yak l’ammaliatore


a me le corna…!

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Dante, l’asceta dolorante

Oh, Signore della montagna, infondi a Tittiri qualche mia magagna…!!

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Gilberto, tennista inesperto

La prendo! La prendo! La prendo!…Non l’ho presa!!!

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Il popolo errante del bosco umido

Scusi, per Merano sempre dritti?

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Ma secondo voi ci siamo divertiti?

chiedetelo al Puffo matto, che ha passato le vacanze con noi…

Ed infine una dedica in rime del poeta Pittus

che celebra questi luoghi ameni

.

A San Valentino alla Muta

.

San Valentino,

sul lago argentato,

per tutto l’anno

ti abbiamo pensato.

.

San Valentino,

in mezzo ai bei monti,

con larici, abeti

e limpide fonti.

.

San Valentino,

è arrivata l’estate

e siamo tornati

a far passeggiate.

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In bici od a piedi,

a Resia od a Malles,

sembra tutto ci dica:

“Ip, ip, über alles !”

.

Al Rifugio Sesvenna

od in Val Martello

si organizzan le gite

se il tempo è un po’ bello.

.

Quel giorno che piove

a Landeck andiamo:

le donne felici

ché acquisti facciamo !

.

Si arriva a Samnaun

in un battibaleno,

fra liquori e profumi

ricordiamoci il pieno.

.

Quest’agosto la neve

le cime ha imbiancato:

visione mirabile,

paesaggio incantato.

.

Durante le gite

si acquista speck e formaggio,

e un poco di burro:

i ricordi del viaggio.

.

Giorni veloci,

si deve tornare,

con questa poesiola

ti vogliam ricordare.


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di quello che scrivevo poco tempo fa, sul sentirsi “giovani dentro” ma avere le prime avvisaglie di cedimento fisico, ho trovato uno scritto di madre Teresa di Calcutta che fa propio riferimento a questo…

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi,

i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.

Dietro ogni successo c’è un’ altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…

insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c’è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni

non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!


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Piccole pesti di inizio ‘900…

Il terzo da sinistra , con gli occhialetti tondi che si intravedono appena e la testa inclinata di lato, come impaziente per la lunga attesa a cui lo sta sottoponendo il fotografo, beh, quello è mio nonno!

Classe 1898, insieme ai suoi fratelli.

Quel nonno burbero, e, come si dice in genovese, un po’ stundaio*, era il bambino che sembra un piccolo Gian Burrasca ?

E’ questa la meraviglia della fotografia: fissa l’immagine, che non muta e rimane eterna in quell’attimo. E allora si riesce a vedere un poco attraverso il tempo:  il nonno è anche il bambino, il soldato, lo sposo, il genitore nel giorno della prima comunione del proprio figlio, mio padre…

* Montale definiva Stundaio come “atteggiamento tipico di orgoglio e timidezza misto a diffidenza”.

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