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Domenica pomeriggio: tempo incerto, orientato al piovoso.

La tentazione sarebbe quella di rimanere a casa, ma prevale la curiosità.

E’ un po’ di tempo che lo diciamo: la prima giornata in cui non ci sia di meglio da fare, proviamo ad andare fino ad Ovada, a vedere com’è questa sala da ballo…

Così, armi, bagagli, (si fa per dire) e scarpette, prendiamo l’autostrada direzione Piemonte.

In un’ora circa siamo a destinazione. Forse saremmo arrivati quei 5 minuti prima, ma come spesso accade il “fido” navigatore ci ha portato a perdere…

Comunque, chiedendo qualche informazione lungo la strada, finalmente arriviamo a destinazione: eccoci al

Dancing Le Terrazze!

E’ un signor locale, spazioso, moderno, con due piste da ballo. L’atmosfera è di un  certo tipo: chi frequenta questi ritrovi ha in comune l’amore per il ballo, a qualsiasi livello sia.

Si trovano maestri che vanno ad allenarsi sui nuovi passi, coppie esperte che provano la sequenza per la prossima gara, neofiti che fanno ancora il giro di valzer contando: un due trè, un due trè…davvero molto pittoresco.

Quindi da aggiungere alle sale da ballo approvate dall’associazione ‘ballerini in erba’…

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Probabilmente il Valzer prese inizialmente spunto dal Landler, la danza montanara tipica dei contadini della Baviera e del Tirolo del ‘700.waltz

Il periodo di massimo splendore del Valzer come ballo si ebbe con Johann Strauss figlio. Questi, da grande e raffinato artista qual era, si propose (riuscendovi in pieno) di adattare la musica del Valzer ai valori mondani del suo tempo.

Quando il Valzer conquistò la Germania subito il perbenismo dilagante si indignò di questo ballo in cui per la prima volta le coppie ballavano abbracciate anziché staccate.

Nel 1824 la Curia parigina definì addirittura “indecenza colpevole” il ballo, in quanto “tentatore della gioventù”.

Con il Concerto di Capodanno ogni anno l’Orchestra filarmonica di Vienna viene seguita da più di un miliardo di persone in tutto il mondo.

ballo

Valzer lento

Per questo ballo,molto romantico, in cui l’uomo indossa il frac e le ballerine abiti lunghi ricamati con strass e piume, si richiede fluidità di movimento e la giusta dose di slancio e di grazia. Il tempo è in ¾ , il che significa che il quarto passo corrisponde al primo.

Valzer viennese

Ha una velocità doppia rispetto al Valzer lento, ma la successione dei giri e dei passi è la stessa.

Valzer Inglese

Ancora più lento del valzer lento, ha una coreografia articolata e complessa.

Trae origine, alla fine dell’800, dal Boston o Hesitation, un ballo americano composto da serie di passi avanti, indietro e volteggi.

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Devo dire che non era uno dei quesiti esistenziali della mia vita, ma ho scoperto che il suo nome deriva dal modo in cui i ballerini strisciano i piedi, scivolando per terra.

da lì, Ballo liscio!

Qui  a Genova non è che ci sia quella gran tradizione di ballo liscio, anche se è stato “recuperato” in questi ultimi anni.

Nella bella stagione non c’è problema, ogni sagra che si rispetti  propone la sua serata di liscio, ma con la fine dell’estate, la questione si complica: i locali non abbondano e spesso bisogna andare fuori città per trovare una sala da ballo che meriti.

Già, perchè c’è locale e locale:

dall’angusto circolo dove la sala è poco più grande del proprio tinello, al dancing nel quale sono i clienti che lasciano a desiderare: “lumaconi” dallo sguardo assassino appoggiati alle pareti (avrebbero anche la sigara penzolante dal labbro, ma non si può più, mannaggia, l’hanno vietata!) in attesa  di eventuali “prede” , squadrano le signore con sguardo lubrìco, tanto che diventa imbarazzante persino raggiungere il bagno se non si  è accompagnate dal  ” legittimo”.

Scene da anni ’50?

Un po’!!

C’è sicuramente un lato divertente in questi “universi paralleli”, ma se l’obiettivo è ballare, ci vuole il locale giusto e, in questi anni, ci si è fatti una discreta esperienza, anche a prezzo di passare qualche serata nel locale “sbagliato”.

Ma come si dice: chi non risica…

vedi anche

“ballando ballando”

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Quarto anno di scuola di ballo…mai avrei pensato  di appassionarmi così ad una attività così “antica”. Mi si accapponava la pelle quando ascoltavo la musica (per non parlare delle parole..) delle orchestrine che nelle sagre di paese animavano la festa; poi… non so: ci è sembrata una buona idea provare a cimentarci in questa esperienza, tanto per non fare in eterno “quelli che guardano”.

E adesso abbiamo saltato il fosso. Siamo noi ora oggetto di occhiate, e chissà, sicuramente di commenti ironici da parte di chi guarda…certo siamo tutti un po’ buffi: con il boom che hanno avuto le scuole di liscio in questi ultimi tempi, sembriamo tutti soldatini; tutti gli stessi passi ripetuti, simili variazioni, chi un po’ meglio  chi un po’ peggio…

E di solito, scoppiano discussioni:

-Ma accidenti, l’abbiamo fatto la lezione scorsa, possibile che dimentichi tutto?-

-e ma che cavolo! Io ci vengo per divertirmi, se è per farmi del sangue marcio, lasciamo perdere!-

E, giuro, sono arrivata a vedere una mia  compagna di corso rifilare un calcione ben dato agli stinchi  del marito che non aveva  ricordato  l’ultima sequenza!

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