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Posts Tagged ‘vecchie cose’

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La vecchia casa di campagna  dei miei bisnonni a Graglia, nel biellese, risale al ‘700. Non è una cascina, è una casa di paese, costruita con criteri ‘urbani’. Muri spessi, camini poco sontuosi ma adatti a far caldo, piccole finestre per non disperdere il calore in inverno e mantenere il fresco in estate. In origine, entrando si trovava la cucina, con un grande camino ed un lavandino di pietra.

Ricordo ancora la mia bisnonna, una vecchina delle favole, con la crocchia bianca e lo scialletto sulle spalle, che cucinava la minestra in quella cucina, con l’unico apporto di modernità di una stufa economica, quelle con gli anelli di ghisa che si toglievano o aggiungevano a seconda delle dimensioni della pentola.

Ora la casa ha subìto dei restauri. Quella stanza è rimasta, con il suo focolare e il suo lavabo, ma non è più la cucina.

La casa è a due piani, e per raggiungere le stanze di sopra c’è una scala, un tempo esterna, poi verandata negli anni ’70 dalla mia nonna.

nonna e bisnonni

nonna e bisnonni

Mia  nonna è la persona che ha mantenuto viva quella casa per parecchi anni. Da Torino, con la sua 127  bianca raggiungeva Graglia e preparava la casa per accogliere figli e nipoti. I natali più belli sono quelli vissuti là, perchè Lei riusciva a creare un’atmosfera speciale. E nonostante i battibecchi e i piccoli litigi che  non mancavano per il fatto di convivere così tante persone tutte insieme, sono sempre momenti da ricordare con nostalgia.

Attigua alla casa una costruzione altrettanto vetusta, un tempo usata come fienile e  stalla, in origine usata come ricovero per il cavallo da calesse.

Ora la “stalla” è un luogo magico: tutte le cose che nel tempo sono state accantonate per lasciare spazio al nuovo, non sono andate perse. Quel locale dal soffitto a  volta, dove un tempo si stipavano le mele per farle durare tutto l’inverno, è diventato il loro ricovero. vecchi ferri da stiro, utensili per il giardinaggio, qualche mobile malandato o libri mai letti e con le pagine ancora da tagliare (un tempo erano così…) hanno trovato riparo tra quelle mura.

vecchio portachiavi "recuperato"

vecchio portachiavi "recuperato"

Quando vado su non manco mai di fare una visita alla stalla: riesco a sentire l’anima di tutte quelle cose,  mi sembra che tutto quello che c’è lì dentro abbia avuto senso di esistere anche perchè è ancora  lì ed  è stato rispettato. Mia nonna mi ha insegnato ad affezionarmi alle cose…lei non buttava via niente, nemmeno le lampadine fulminate: le teneva in una scatola, sostenendo che se fossero venuti i ladri, li avrebbe spaventati gettandole a terra e facendole esplodere…non sono state mai usate. Non so se mia mamma o mia zia le abbiano buttate via dopo la morte di mia nonna, può darsi, ‘ tutto non si può tenere’, ma nel mio cuore sono rimaste un  insegnamento…un oggetto non smette di esistere solo perchè la sua principale funzione è venuta a mancare. Con un po’ di fantasia un altro utilizzo glielo si trova.

Così, quando recupero dal ‘luogo magico’  vecchie caffettiere napoletane e le decoupo per farne dono alle mie amiche più care, sento che qualcosa continua, non si interrompe, e la mia nonna approva…imgp1435

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